"Il canto del Natale tra parola, voce e organo: una drammaturgia sonora nella notte di Toritto"

04.01.2026
di Nico Pappalettera

Nella serata del 29 dicembre 2025, la Chiesa della Madonna del Carmine di Toritto ha accolto Il Canto di Natale, evento di forte intensità simbolica e musicale ispirato al celebre A Christmas Carol di Charles Dickens. L'iniziativa ha assunto la forma di una drammaturgia integrata, in cui parola, canto e musica strumentale hanno concorso a costruire un'unica esperienza di ascolto, raccoglimento e riflessione.

Fulcro narrativo della serata è stata la lettura scenica affidata ad Alessandro Bartolomeo, interprete capace di restituire con chiarezza e misura la forza morale del testo dickensiano. La sua voce ha guidato il pubblico attraverso il percorso di Scrooge, senza enfasi superflua, ma con un controllo espressivo che ha lasciato spazio alla risonanza interiore delle parole. La lettura si è posta come asse portante del racconto, su cui si sono innestate musica e canto.

Accanto alla parola, la voce di Caterina Coscia ha rappresentato l'elemento vocale espressivo dell'intera costruzione. Il canto, affidato a un repertorio natalizio di diversa provenienza geografica e storica, ha introdotto una dimensione emotiva diretta, immediata, capace di parlare al pubblico al di là delle differenze culturali. Le carols eseguite, da A nanita nana, ninna-nanna natalizia di origine spagnola, a What Child Is This, testo ottocentesco costruito sulla melodia inglese di Greensleeves, hanno agito come luoghi della memoria collettiva, evocando un Natale condiviso, trasversale alle tradizioni.

Il tessuto sonoro dell'intero evento è stato affidato all'organo di Roberto Fasciano, che ha svolto un ruolo decisamente drammaturgico. Emblematica in questo senso l'esecuzione del Concerto Grosso op. 6 n. 8 "Fatto per la notte di Natale" di Arcangelo Corelli, proposto in arrangiamento organistico. La trasposizione ha preservato la struttura retorica del modello barocco, restituendone la dimensione contemplativa attraverso il colore e il respiro dello strumento.

Il programma musicale ha proseguito con pagine di forte valore simbolico e spirituale: Lullaby Carol, The First Noel, Amazing Grace, fino a O Holy Night di Adolphe-Charles Adam, in cui la tensione melodica si è caricata di una solennità quasi teatrale. Completavano il percorso Go Tell It on the Mountain e Venite, Fedeli, veri archetipi del canto natalizio occidentale.

Di particolare rilievo l'inserimento di Prière, brano originale per organo di Roberto Fasciano, collocato come momento di sospensione meditativa. Qui la scrittura musicale, essenziale e raccolta, ha interrotto il flusso narrativo per aprire uno spazio di silenzio interiore, ponendosi come riflessione sonora sul significato stesso del Natale: non evento esteriore, ma atto intimo di coscienza.

Promosso dalla Confraternita Maria SS. del Carmine in collaborazione con la Parrocchia San Nicola, Il Canto di Natale si è distinto per la consapevolezza progettuale. In questo senso, la serata di Toritto ha mostrato come la musica, quando pensata in relazione alla parola e allo spazio, possa ancora farsi veicolo di senso, restituendo al Natale la sua dimensione più autentica: quella dell'ascolto, della responsabilità e della trasformazione interiore.