"Carmen al Petruzzelli: educare all'opera tra esperienza estetica e responsabilità civile"
di Roberto Fasciano
La partecipazione degli alunni dell'Istituto Rocca-Bovio-Palumbo-D'Annunzio di Trani alla rappresentazione di Carmen di Georges Bizet al Teatro Petruzzelli di Bari si è rivelata molto più di una semplice uscita didattica: un'esperienza formativa ad alto valore culturale, capace di coniugare educazione musicale, consapevolezza storica e impegno civile.
Assistita in forma di prova generale, la messinscena di Carmen ha offerto agli studenti l'opportunità rara di entrare in contatto diretto con uno dei capisaldi del repertorio operistico ottocentesco. Bizet, attraverso una scrittura musicale di straordinaria efficacia teatrale, costruisce un dramma in cui il colore orchestrale, il ritmo e la melodia diventano veicolo di una narrazione cruda, modernissima, fondata sul conflitto tra libertà individuale e destino.
Per un pubblico giovane, Carmen si conferma un'opera sorprendentemente accessibile: la chiarezza formale, l'immediatezza tematica e la forza dei caratteri rendono il linguaggio operistico comprensibile senza rinunciare alla complessità. L'esperienza dal vivo, inoltre, consente di cogliere aspetti fondamentali spesso invisibili all'ascolto mediato: il rapporto tra buca e palcoscenico, la costruzione drammaturgica dei numeri musicali, la funzione del coro e il ruolo centrale della direzione d'orchestra nel governare tensione e respiro teatrale.
A rendere la serata particolarmente significativa è stato il collegamento con Telethon, che ha affiancato alla dimensione artistica una forte valenza etica. La presenza dell'iniziativa solidale ha trasformato l'evento in un momento di educazione alla cittadinanza attiva, mostrando come la cultura musicale possa e debba dialogare con la responsabilità sociale. In questo senso, l'opera non è apparsa come un monumento del passato, ma come uno spazio vivo di riflessione e partecipazione.
L'adesione dell'Istituto Rocca-Bovio-Palumbo-D'Annunzio a un progetto di questo tipo testimonia una visione educativa consapevole: portare gli studenti nei grandi teatri, inserirli in contesti di eccellenza artistica e affiancare all'esperienza estetica una dimensione etica significa formare non solo ascoltatori competenti, ma cittadini culturalmente responsabili.
In un momento storico in cui l'opera lirica è spesso percepita come linguaggio distante dalle nuove generazioni, iniziative come questa dimostrano il contrario: se vissuta dal vivo, contestualizzata e accompagnata da un progetto educativo chiaro, l'opera continua a parlare con forza, emozionando e interrogando. Carmen, al Petruzzelli, ha confermato ancora una volta la sua attualità — e la necessità di continuare a investirvi come strumento di formazione culturale profonda.
