"Nicola Pio Nasca all’Accademia Arcadia: il pianoforte come percorso, memoria e superamento"

08.06.2026
di Claudia Fasciano

All'Auditorium F. Chopin dell'Accademia Musicale Arcadia di Trani, il recital del pianista Nicola Pio Nasca ha offerto al pubblico una serata di notevole intensità artistica, costruita intorno a un programma ampio, impegnativo e stilisticamente vario.

Il concerto, tenutosi il 7 giugno, ha visto il giovane pianista tranese confrontarsi con alcuni autori centrali della letteratura per tastiera: Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, Ludwig van Beethoven, Fryderyk Chopin, Aleksandr Scriabin e Isaac Albéniz. Non una semplice successione di brani, ma un vero attraversamento della storia del pianoforte e delle sue radici: dalla struttura barocca alla forma classica, dal grande respiro romantico alle tensioni armoniche del primo Novecento, fino ai colori iberici della Suite Española.

Il programma si è aperto con la Partita n. 2 in do minore BWV 826 di Johann Sebastian Bach, pagina che richiede lucidità formale, controllo del discorso e senso architettonico. Nasca ha affrontato il mondo bachiano con concentrazione e rigore, restituendo la densità della scrittura senza rinunciare alla chiarezza delle linee.

Con le Sonate K. 45 e K. 427 di Domenico Scarlatti, il recital ha poi assunto una dimensione più brillante e virtuosistica, fondata su agilità, articolazione e leggerezza del gesto. La scrittura scarlattiana, nata per la tastiera antica ma capace di trovare nuova vita nel pianoforte moderno, ha permesso all'interprete di mostrare prontezza tecnica e senso del carattere.

Di particolare rilievo la scelta di proporre i primi due movimenti della Sonata n. 3 op. 2 n. 3 di Ludwig van Beethoven: l'Allegro con brio, con la sua energia costruttiva, e l'Adagio, luogo di maggiore introspezione lirica. In queste pagine emerge con chiarezza la necessità di un pianismo capace di unire forza, controllo e profondità espressiva.

La seconda parte del percorso ha condotto il pubblico verso territori di maggiore espansione emotiva e timbrica. Lo Scherzo n. 2 op. 31 di Fryderyk Chopin, una delle pagine più celebri e complesse del repertorio romantico, ha rappresentato uno dei momenti più intensi della serata. Qui la tensione drammatica, il lirismo centrale e la brillantezza virtuosistica richiedono non solo solidità tecnica, ma anche capacità narrativa.

Con lo Studio op. 8 n. 1 di Aleksandr Scriabin, il recital ha aperto uno spazio sonoro diverso, più inquieto e visionario, nel quale il pianoforte diventa materia espressiva mobile, proiettata verso una sensibilità armonica nuova. A chiudere il programma, "Cuba" e "Aragona" dalla Suite Española op. 47 di Isaac Albéniz hanno portato in sala il colore, il ritmo e la suggestione di un immaginario musicale fortemente caratterizzato.

Nicola Pio Nasca, ventitreenne, è oggi una delle giovani figure più interessanti del panorama pianistico pugliese. Formatosi presso il Conservatorio "Niccolò Piccinni" di Bari nella classe della Maestra Anna Maria Sallustio, frequenta attualmente il Biennio Accademico di II livello sotto la guida della Maestra Damiana Sallustio. Nel luglio 2023 ha conseguito la Laurea Accademica di I livello a indirizzo solistico con il massimo dei voti e la lode, con Presidente di Commissione il Maestro Emanuele Arciuli; dal marzo 2026 fa parte dell'Albo delle Eccellenze del Conservatorio barese.

Il suo percorso è già segnato da numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, da esperienze concertistiche in Italia e all'estero e da un'importante presenza alla Carnegie Hall – Weill Recital Hall di New York nel febbraio 2025. Di particolare significato anche l'esecuzione del Concerto BWV 1056 di Johann Sebastian Bach con orchestra d'archi, che lo ha visto distinguersi come primo studente italiano non vedente assoluto ad affrontare questo traguardo, e la più recente interpretazione del Concerto in Re maggiore di Franz Joseph Haydn con l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari diretta dal Maestro Giovanni Pelliccia.

Il recital all'Accademia Arcadia ha assunto anche un valore simbolico. Nicola Pio Nasca, infatti, aveva frequentato da bambino le aule dell'Accademia, e il suo ritorno da protagonista ha conferito alla serata una dimensione ulteriore: non solo evento concertistico, ma testimonianza di un percorso umano e artistico che trova nella musica un luogo di crescita, disciplina e possibilità.

«Ricordo Nicola quando era ancora bambino e frequentava le aule dell'Accademia Arcadia» ha dichiarato Roberto Fasciano, direttore artistico dell'iniziativa. «Rivederlo oggi protagonista di un recital di tale livello artistico rappresenta una grande soddisfazione. Il suo percorso dimostra come il talento, sostenuto da studio, dedizione e passione, possa tradursi in risultati di assoluto valore. Per chi opera nella formazione musicale, assistere alla crescita di giovani artisti come Nicola è motivo di autentico orgoglio.»

L'iniziativa, promossa dall'Associazione Musicale e Culturale Arcadia con la direzione artistica di Roberto Fasciano, si è svolta in sinergia con le Maestre Anna Maria Sallustio e Damiana Sallustio, figure centrali nella formazione del pianista, e con la partnership di Musicisti Italiani, Didattica Musicale e NOMOS – Nuovi Orizzonti Musicali.

Al di là del successo della serata, il recital ha confermato una verità spesso trascurata: la cultura musicale cresce quando i luoghi della formazione, dell'ascolto e della produzione artistica dialogano tra loro. In questo senso, la presenza di Nicola Pio Nasca all'Auditorium F. Chopin non è stata soltanto l'affermazione di un giovane talento, ma anche il segno concreto di una comunità musicale capace di riconoscere, accompagnare e valorizzare le proprie migliori energie.

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