Virtuosic flute concert
di Eleonora Abatangelo
Le esibizioni dell'Orchestra della Magna Grecia per le date del 13 e 14 aprile rispettivamente presso il Teatro Orfeo di Taranto e l'Auditorium Gervasio di Matera hanno presentato un programma affascinante che esplora due facce del Romanticismo tedesco pur essendo vicine nel tempo: da un lato il classicismo accademico e virtuoso di Carl Reinecke, dall'altro la ricchezza sinfonica di Robert Schumann.
Sotto la direzione di Gianluca Marcianò, l'orchestra ha affrontato una sfida interpretativa che ha messo in luce non solo la straordinaria abilità tecnica della solista Jasmine Choi ma anche le intricate complessità della Terza Sinfonia.
Il programma è iniziato con uno dei pilastri del repertorio flautistico ossia il Concerto per flauto e orchestra in re maggiore op. 283 di Carl Reinecke. Composta nel 1908, quest'opera esprime un conservatorismo formale ben radicato nei modelli di Mendelsshon che richiede all'interprete non solo agilità ma anche una gestione timbrica capace di risaltare in un'orchestrazione densa.
Jasmine Choi ha dimostrato una padronanza tecnica impeccabile con una emissione dolce e priva di asperità anche nel registro sovra acuto. La sua interpretazione del primo movimento (Allegro molto moderato) si è distinta per una chiarezza che ha evitato il rischio di un'esibizione fine a se stessa privilegiando invece un fraseggio lirico.
Nel finale, la flautista ha affrontato i passaggi agili con una precisione straordinaria mantenendo una notevole uniformità dinamica anche nei registri più estremi.
La valutazione complessiva del concerto "Virtuosic" ha messo in luce il talento internazionale di Jasmine Choi, un'artista capace di trasformare la tecnica in un linguaggio espressivo e coerente.
Nella seconda parte della serata, abbiamo ascoltato l'esecuzione della Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 conosciuta come la "Renana", un vero banco di prova per la gestione delle masse orchestrali anche a causa della scrittura spesso raddoppiata di Schumann. Scritta verso la fine del 1850 quando il compositore si era trasferito a Dusseldorf per assumere la direzione dell'orchestra, la terza sinfonia è la più completa e matura delle quattro. La composizione ha come fonte di ispirazione il mito del Reno come culla della nazione tedesca. La tranquilla operosità del popolo renano si specchia nel primo e nell'ultimo movimento così come nello Scherzo. In aggiunta ai quattro tempi tradizionali ne è inserito uno contrappuntistico in tributo alla cerimonia di investitura cardinalizia dell'arcivescovo nel duomo di Colonia alla quale Schumann aveva assistito.
La valutazione complessiva del concerto "Virtuosic" è decisamente positiva ed evidenzia un alto livello di professionalità. L'Orchestra della Magna Grecia, sotto la direzione di Marcianò, ha dimostrato di saper gestire un programma che spazia dall'intrattenimento colto di fine secolo alla complessità della forma sinfonica pura.
