Memorie: l’Omaggio dell’ICO Magna Grecia a Rocco Brandonisio.

31.03.2026
di Francesco Amatulli

"L'inutile luce svelerà il volto assorto del giorno.

gli istanti taceranno.

e le cose parleranno sommesso.

(da "L'amico che dorme" di Cesare Pavese)"


L'edizione 2026 del Mysterium Festival di Taranto ha presentato nelle suggestive e acusticamente ricche chiese di Sant'Egidio e San Domenico, un dittico di concerti intitolato "Memorie", dedicato alla figura di Rocco Brandolisio, Primo clarinetto della ICO Magna Grecia nonché uno dei suoi fondatori. L'esecuzione, condotta dall'Orchestra sotto la direzione di Maurizio Lomartire, ha tracciato un percorso drammaturgico che ha cercato di unire il repertorio classico del Settecento con la scrittura contemporanea di ispirazione celebrativa.

L'apertura è stata dedicata al Lamento di Didone di Henry Purcell, interpretato dalla voce di Badrya Razem. La sua performance ha scelto una linea vocale pulita evitando quegli eccessi di vibrato che avrebbero potuto appesantire la struttura del basso ostinato. Tuttavia, l'integrazione timbrica tra la voce e il corpo d'archi della ICO ha mostrato un controllo delle dinamiche sul pianissimo che sono fondamentali per esprimere il climax emotivo del "Remember me".

Successivamente, il fulcro del programma si è spostato sul Concerto per clarinetto K 622 di Mozart con Vincenzo Paci come solista. Paci ha offerto un'interpretazione filologicamente attenta, caratterizzata da un fraseggio fluido e da un'emissione uniforme in tutti i registri. Nell'Adagio, la direzione di Lomartire ha mantenuto un profilo discreto, permettendo al clarinetto di esplorare le sfumature timbriche più scure, tipiche dello strumento di bassetto per cui l'opera è stata concepita. L'articolazione nel Rondò finale è risultata precisa senza però indulgere in virtuosismi di velocità che avrebbero potuto compromettere l'equilibrio formale dell'esecuzione.

Durante la seconda parte del concerto, è stata presentata in anteprima "L'amico che dorme", ispirato da una poesia di Cesare Pavese e musicata dallo stesso Lomartire, insieme a "Sentimentalbass" di Leonardo Presicci. In questa occasione, l'orchestra ha dovuto affrontare un linguaggio contemporaneo che cerca di unire la memoria emotiva con l'esplorazione sonora.

Questo brano è un viaggio emotivo profondo, capace di catturare in musica quell'atmosfera sospesa e malinconica che caratterizza la poetica di Cesare Pavese. La composizione di Maurizio Lomartire, dedicata alla memoria di Rocco Brandonisio, riesce a dare voce al tema della perdita e al ricordo dell'amico.

Nella lirica di Pavese il "sonno" diventa una metafora di un'assenza definitiva ma vissuta con una dolcezza contenuta.

Il legame con Rocco Brandonisio, una figura rispettata nel panorama culturale e musicale, conferisce al brano un significato commemorativo molto forte.

La scrittura di Lomartire è rinomata per la sua abilità di unire rigore formale e una sensibilità comunicativa spiccata rendendo questo omaggio personale un'esperienza universale.

Si possono notare brevi cellule melodiche che si ripetono con piccole variazioni negli intervalli o nel ritmo. Questo approccio crea un effetto ipnotico, quasi come se il tempo si fermasse rispecchiando perfettamente il titolo dell'opera: il sonno come uno stato di transizione tra presenza e assenza.

Nel panorama della letteratura contemporanea per strumenti ad arco, Leonardo Presicci si distingue non solo come didatta e interprete ma anche come compositore in grado di unire la tradizione virtuosistica del contrabbasso con una sensibilità melodica decisamente moderna. Il suo brano "Sentimentalbass", eseguita per clarinetto, è un esempio perfetto di questa fusione nella sua produzione.

L'Orchestra ICO Magna Grecia ha dimostrato una notevole versatilità, passando con disinvoltura dal rigore mozartiano alle composizioni contemporanee.

In conclusione, l'evento si configura come un momento di riflessione profonda all'interno del Mysterium Festival, capace di utilizzare la musica non solo come rito collettivo ma anche come strumento per esplorare la persistenza del ricordo attraverso il suono.

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