"Il Requiem di Mozart al Mysterium Festival 2026"

27.03.2026
di Eleonora Abatangelo

L'apertura dell'edizione 2026 del Mysterium Festival ha visto l'Orchestra della Magna Grecia esibirsi in un dittico sacro presentato nelle splendide cornici architettoniche della Concattedrale di Taranto e della Basilica di Santa Maria Assunta di Lucera. 

Il programma, che si è mosso tra la modernità di Domenico Giovanni Famà e il classicismo di Wolfgang Amadeus Mozart, ha trovato una continuità grazie alla direzione rigorosa di Günter Neuhold. Nell'Ave Maria di Famà il soprano Rocio Faus ha gestito la melodia con grande precisione mantenendo un controllo dinamico notevole nei registri alti. La direzione del Requiem di Mozart da parte di Neuhold si è distinta per un approccio filologico che ha ridotto l'enfasi della prassi tardo-romantica. Il direttore austriaco ha scelto tempi serrati, quasi asciutti, privilegiando la chiarezza contrappuntistica piuttosto che il gigantismo sonoro.

L'Orchestra ICO Magna Grecia ha risposto con prontezza, in particolare nella sezione degli archi che ha mostrato un'articolazione vivace e scattante nel Kyrie. Gli ottoni, pur presenti, non hanno mai sopraffatto l'equilibrio timbrico mantenendo quel "colore" scuro e severo che il K. 626 richiede.

L'imponente comparto corale (circa 200 coristi), preparato da Vincenzo Scarafile, Danilo Cacciatore e Alessandro Fortunato, ha mostrato un buona compattezza nelle fughe del Kyrie e dell'Osanna con entrate precise ed una apprezzabile articolazione del testo. Il quartetto vocale ha dimostrato una coesione timbrica davvero notevole. Rocio Faus (soprano) ha confermato la sua vocalità agile; Mara Gaudenzi (mezzosoprano) ha fornito una solida base armonica nei momenti d'insieme; Lorenzo Martelli (tenore) ha mostrato un timbro chiaro e una dizione impeccabile; Alessandro Ravasio (basso) si è distinto nel Tuba Mirum per la sua proiezione sonora autorevole e una gestione dei fiati senza errori. Il quartetto ha evitato di cercare il protagonismo individuale lavorando in modo da favorire la fusione delle linee vocali

La serata ha avuto come filo conduttore una straordinaria linearità. Neuhold ha scelto di liberare il Requiem dalla sua aura leggendaria riportandolo alla sua essenza di architettura sacra utilizzando una gestualità sorprendentemente efficace. L'assenza di rallentamenti gratuiti ha mantenuto alta la tensione drammatica soprattutto nel passaggio tra Confutatis e Lacrymosa.

La performance dell'Orchestra Magna Grecia diretta da Neuhold, ha presentato un Mozart incisivo ma allo stesso tempo profondamente umano. Il Mysterium Festival ribadisce così una linea programmatica che mette al centro la sostanza testuale piuttosto che la spettacolarizzazione confermando il ruolo della ICO pugliese anche come un vero e proprio laboratorio di approfondimento del repertorio colto.

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