"Falstaff di Verdi al Teatro Petruzzelli: l’opera come educazione all’ascolto per le nuove generazioni"

13.03.2026
di Roberto Fasciano

Portare degli studenti a teatro per assistere a un'opera lirica non è soltanto un'attività didattica: è un atto culturale. È il tentativo concreto di creare un ponte tra le nuove generazioni e uno dei patrimoni più alti della civiltà europea.

Con questo spirito ho accompagnato gli alunni dell'Istituto Comprensivo "Rocca Bovio – Palumbo – D'Annunzio" di Trani al Teatro Petruzzelli di Bari per assistere a Falstaff, l'ultima straordinaria opera di Giuseppe Verdi. Con noi erano presenti anche studenti e docenti provenienti dall'isola della Réunion, ospiti della nostra scuola nell'ambito di un progetto Erasmus, rendendo l'esperienza ancora più significativa: un incontro tra culture nel segno della musica.

Falstaff, composto da Verdi ormai ottantenne su libretto di Arrigo Boito tratto da Shakespeare, rappresenta uno dei vertici assoluti del teatro musicale. Opera di sorprendente modernità, costruita su un flusso musicale continuo e su un raffinatissimo gioco contrappuntistico, essa dimostra come il genio verdiano abbia saputo reinventarsi fino agli ultimi anni della propria vita.

La rappresentazione al Petruzzelli è stata diretta dal maestro Vincenzo Milletarì, con la storica regia di Luca Ronconi, ripresa da Marina Bianchi, scene di Tiziano Santi e costumi di Tiziano Musetti.

Nel ruolo del protagonista Sir John Falstaff si è distinto Dario Solari, affiancato da Min Kim (Ford), Francesco Lucii (Fenton), Christian Collia (Dottor Cajus), Enrico Casari (Bardolfo), Marco Spotti (Pistola), Lavinia Bini (Alice Ford), Damiana Mizzi (Nannetta), Silvia Beltrami (Mrs. Quickly) e Irene Savignano (Mrs. Meg Page).

Al di là degli aspetti interpretativi, ciò che colpisce sempre quando si porta un giovane pubblico a teatro è il momento in cui la curiosità iniziale lascia spazio all'ascolto. In quell'istante il teatro musicale smette di essere qualcosa di distante o "storico" e diventa esperienza viva.

La scuola ha il compito di costruire queste occasioni. Non basta parlare di musica o di arte: bisogna creare le condizioni perché i ragazzi possano incontrarle direttamente. Il teatro d'opera, con la sua sintesi di musica, poesia, drammaturgia e arti visive, rimane uno dei luoghi privilegiati di questo incontro.

Se vogliamo che la cultura continui a vivere, dobbiamo ricordare una verità semplice:

il pubblico di domani siede oggi tra i banchi di scuola.

E ogni volta che uno studente entra in un teatro, si compie un piccolo ma fondamentale atto di trasmissione culturale.