"Un debutto pianistico di rara maturità: Nazif Choughari all’Auditorium Chopin"
di Roberto Fasciano
Si è tenuto ieri sera, presso l'Auditorium Chopin dell'Associazione Musicale e Culturale Arcadia, il primo recital pianistico del giovanissimo Nazif Choughari, evento inserito nel cartellone del Festival di Musica Classica, Jazz e Contemporanea promosso da Arcadia, in collaborazione con Canale Didattica Musicale e Canale Musicisti Italiani.
Nonostante la giovane età e il percorso accademico ancora agli inizi – Choughari frequenta il primo livello di pianoforte presso il Conservatorio Umberto Giordano – il programma proposto ha rivelato una scelta ambiziosa e tutt'altro che prudente, mettendo in luce una personalità musicale già sorprendentemente consapevole.
Il recital si è aperto con la Sonata in la minore K.310 di Wolfgang Amadeus Mozart, pagina tra le più drammatiche e dense del catalogo mozartiano. Choughari ne ha restituito con efficacia il carattere inquieto, mostrando un controllo del fraseggio e una chiarezza formale non comuni per un interprete così giovane, uniti a una naturalezza nel gesto pianistico che lascia intravedere solide basi tecniche.
A seguire, la Rapsodia Ungherese n. 13 di Franz Liszt ha offerto al pianista l'occasione di confrontarsi con una scrittura virtuosistica di grande impatto. Qui è emersa una notevole capacità di gestione del suono e dell'agogica, con un virtuosismo mai fine a se stesso ma sempre funzionale alla costruzione del discorso musicale.
Il passaggio allo Scherzo n. 1 in si minore di Fryderyk Chopin ha segnato uno dei momenti più intensi della serata. Choughari ha affrontato la complessità emotiva e tecnica del brano con sorprendente lucidità, alternando slancio drammatico e cantabilità lirica, qualità che hanno catturato l'attenzione del pubblico e confermato una spiccata sensibilità chopiniana.
A chiudere il programma ufficiale, la Sonata n. 3 di Sergej Prokof'ev, pagina breve ma dirompente, ha evidenziato il lato più moderno e percussivo dell'interprete. L'energia ritmica, la precisione degli accenti e la tensione costante del discorso musicale hanno dimostrato una notevole capacità di adattamento stilistico e una maturità interpretativa che va ben oltre l'età anagrafica.
Il caloroso consenso del pubblico ha portato a un bis particolarmente apprezzato: lo Studio op. 10 n. 12 di Chopin (detto "La Rivoluzionaria"), affrontato con impeto e controllo, suggellando una serata di grande intensità emotiva.
L'organizzazione dell'Accademia Musicale Arcadia si conferma ancora una volta attenta alla valorizzazione dei giovani talenti, inserendoli in un contesto artistico serio e stimolante, capace di coniugare didattica, alta formazione e divulgazione musicale.
Il debutto di Nazif Choughari non è apparso come un semplice saggio pubblico, ma come il primo passo di un percorso artistico promettente, che merita attenzione e ascolto. Un nome da seguire con interesse nei prossimi anni.
